Un ennesimo e imprevisto intoppo mi induce a fermare la navigazione. Proprio ora che Ultimo metrò stava ricominciando a funzionare, un tentativo di scippo di mi ha messo ko. Nulla di grave ma un polso fratturato non consente una scorrevole scrittura… In attesa della completa guarigione, vi aspetto il più presto possibile compatibilmente con gli eventi. Auguri a tutti con la certezza che il blog prima o poi, riprenderà a solcare le acque delweb.
Un ennesimo intoppo..
Giugno 25, 2009 di abarthurQualche problema ..più o meno da superare..
Giugno 10, 2009 di abarthurAccade a tutti i gloggers di incappare in un periodo negativo. Come normalmente succede anche a chi scrive le vicende della vita si concatenano in eventi imprevisti. Problemi di salute, questioni di famiglia, impegni politici e sociali che temporaneamente allontanano dal pc e via discorrendo… Cari internauti c’è un grosso malloppo di argomenti inevasi che, spingono per trovare spazio sul web. Poi quando l’imprevisto si presenta sotto forma di una freccia di Cupido, è giocoforza orientare il timore in acque quiete, rilassate con navigazione da diporto. Succede a tutti, anche ai gloggers ciò che conta è non perdere la bussola. Al più presto lo ” stop and go” terminerà e torneranno i post di Ultimo metrò, con la consueta leggerezza e ironia. Un vivo ringraziamento per la pazienza che dimostrate leggendomi.
Porno flash Maggio 2009
Maggio 24, 2009 di abarthurNon sono una persona che guarda al passato, mi piacciono le innovazioni e quello che il presente, e spero il futuro mi regaleranno. Ciò mi offre stimoli per proseguire il cammino. La nostalgia la relego alla musica, alla natura, alla sfera del privato anche se, come canta Edith Piafh “Je ne regrette rien.” Ma devo ammettere francamente che rimpiango Ilona Staller in arte Cicciolina e la mai dimenticata Moana Pozzi. Bei tempi quelli in cui le due porno-dive dominavano coi loro languidi sospiri la scena. Ho visto alcuni film con entrambe le protagoniste e a posteriori affermo la superba classe di queste Signore dell’Eros. Moana morta troppo giovane come un’eroina del romantic-hard era bella, sensuale intelligentissima. Faceva all’amore con una morbidezza che progressivamente diveniva incendiaria. Inarrivabile! Cicciolina, bionda, diafana con le sue tettine al vento era l’immagine della falsa pudica, dalla malizia un po’ giocosa e un po’ perversa. Coi Radicali era stata eletta al Parlamento col suo Partito dell’Amore e ad onor del vero si era comportata più che dignitosamente. Ilona certo pornodiva ma anche esperta d’arte, elegante signora che ha sempre parlato di sesso come un allegro esercizio del benessere erotico, mai volgare, mai ruffiana. Oggi in piena Mignottopoli come dice Paolo Guzzanti assistiamo ad una sorta di mercato delle vacche. Ragazzette, ragazzine, giovincelle che si offrono a potenti satiri sbavazzosi in età di nonnità. Direte il mercimonio di fanciulle con la vocazione da zoccole è sempre esistito. Proprio così, infatti in tutte le corti o luoghi di potere vi erano stuoli di cortigiane o di cocotte. Governo e compiacenti “orizzontali” sono un connubio inscindibile mai così intrecciato indecentemente con la politica di chi cerca il consenso della Santa Romana Chiesa. Il vero elemento pornografico però è il fenomeno dei genitori lenoni. In tempi di estrema miseria spesso padri e madri offrivano le figlie ai piaceri del signorotto di turno. Come purtroppo accade ancora oggi, nel sud del mondo per non morire di fame. Ma nel 2009 a Roma o a Milano o in altre città impoverite dalla crisi, ma tuttora opulente la miseria di questi genitori macrò è solo morale.
Pensierino incisivo
Maggio 21, 2009 di abarthurMentre S.E Sire Silvio si appresta a raggiungere un consenso, una si sarebbe detto “bulgaro”, ben oltre gli affaires: giudici, divorzio, minorenni, espulsioni xenofobe, ecc.. voglio regalarvi questi brevi versi Di Bertolt Brecht.
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari / e fui contento perché rubacchiavano . Poi vennero a prendere gli ebrei / e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali/ e fui sollevato perché provavo fastidio. Poi vennero a prendere i comunisti/ e io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me/e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Comunicazione
Maggio 20, 2009 di abarthurCari internauti il blog riprende. Alla fastidiosa congiuntivite si sono aggiunte altre piccole rogne quali analisi, riscontri radiologici et altro. Direi che anche questa volta lo scoglio è stato dribblato e ora la navigazione può riprendere. Ci sono molti film da recensire ( è in pieno svolgimento il festival di Cannes ), notizie da commentare, poesie da proporre e la solita varia umanità. Sempre con “calviniana” leggerezza” e serietà. Vi aspetto per la lettura dei prossimi post. A presto.
Se qualche lettore è anche iscritto a Facebook mi trova sotto il mio nome: Anna Arthur aperta a nuove virtuali amicizie.
Non sono in vacanza
Maggio 7, 2009 di abarthurNon sono in vacanza. Il ponte del 1° maggio è passato da qualche giorno ed io avrei dovuto riprendere la consueta navigazione. Molto materiale preme per essere pubblicato..ma un fastidioso disturbo agli occhi mi tiene lontana dalla tastiera e dal video. Spero che l’inconveniente sia una banale congiuntivite, ma in attesa della diagnosi dello specialista, il medico di base mi ha consigliato qualche giorno di riposo. Riposo forzato e astinenza pesante per il mio desiderio di saltabeccare tra film e bagatelle erotico-politiche. Vi ringrazio per la paziente attesa..Cari internauti a presto. Almeno lo spero.
Breve vacanza
Aprile 28, 2009 di abarthurUltimo metrò si prende una breve vacanza per il ponte del Primo Maggio. Lunedì tornerà al timone di comando per la consueta navigazione. Buona Festa a tutti i lavoratori, ai devoti di San Precario, a coloro che tristemente hanno perso o cercano lavoro. Parola chiave su cui si regge la Costituzione Repubblicana, parola concreta che coinvolge la vita di tutti. A presto.
Fortapàsc
Aprile 27, 2009 di abarthurVolevo parlarvi del film di Soberbergh ” Che l’Argentino”, che ho appena visto con “mucho gusto”, ma aspetto con fremente pazienza l’uscita del secondo atto. Infatti il 30 aprile sarà in tutte le sale il secondo film di questa meticolosa biografia del Comandante Guevara. L’idea di spezzare in due parti un’ opera con un alto minutaggio non è nuova. Quello che poco mi garba è che intercorra molto tempo tra una proiezione e l’altra. Lo spettatore avrebbe il diritto di poter vedere in sequenza i due film, un giorno dopo l’altro per esempio e non con intervalli lunghi che spezzano il desiderio e l’emozione del continuum della storia. Ciò detto, in attesa che sia completata la visione per poterne argomentare con cognizione di causa, ho optato per bel film italiano, ricco di quelle qualità di denuncia e di impegno sociale tipiche della migliore tradizione della cinematografia nostrana. Fortapàsc del regista Marco Risi, precede quello che sarà poi narrato da Matteo Garrone con Gomorra. Il giovane protagonista, Giancarlo Siani è stato in un certo modo un anticipatore del lavoro di Roberto Saviano. Sul filo di potere, soldi e sangue il giovane cronista del Mattino , praticante senza contratto si muove con la costanza di un segugio tra le pacchianate camorriste e i relativi intrighi politici. Siani indaga e il suo ficcare il naso senza timori reverenziali lo condanna a cadere sotto i colpi dei guaglioni dei clan. Una forte riflessione sul ruolo del giornalista viene dalla voce del personaggio di un prudente anziano collega che distingue “Il giornalista-giornalista” dal “Giornalista-impiegato. Lo squallore del territorio, case, spiagge, incuria fa da sfondo al ritratto di una criminalità rampante collusa col potere politico. Ottimo film, con il protagonista Di Rienzo calato perfettamente nei panni del giovane Siani. un consiglio: andate a vederlo!
25 Aprile
Aprile 25, 2009 di abarthurOggi è il 25 Aprile, normalmente chi scrive chiude il computer e va a festeggiare. Prima di uscire ed andare alla consueta manifestazione che, ogni anno rinnova in un serpentone multicolore di bandiere e di canti lo spirito della Resistenza,vi lascio con una poesia notissima. Eppure sempre straordinariamente “forte”. Non dimentichiamo mai che, questo gioioso giorno, ricorda il sacrificio “della meglio gioventù” e la lotta di tanti italiani contro la barbarie nazista e fascista. A costo di essere noiosamente ripetitiva, è indegno equiparare i partigiani con i repubblichini di Salò. La pietà per i morti non cancella che, i primi si batterono per la libertà dalla dittatura e contro l’occupazione tedesca, i secondi, pur in buona fede, combatterono a fianco delle SS e per un Duce responsabile della guerra e dei suoi conseguenti massacri.
ALLE FRONDE DEI SALICI
E come potevamo noi cantare / col piede straniero sopra il cuore
fra i morti abbandonati nelle piazze /sull’erba dura di ghiaccio,al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero/della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.
Salvatore Quasimodo–”Giorno dopo giorno” 1947
Eros e poesia– Giovanni Giudici
Aprile 23, 2009 di abarthurTiro fuori dal cono d’ombra della libreria, il Meridiano del caro Giovanni Giudici ultimamente un po’ troppo trascurato. Il nostro poeta nasce a Le Grazie, comune di Portovenere nel 1924. Si iscrive a Medicina e dopo un anno passa a Lettere fino alla laurea nel 45′. Lavora all’ Olivetti di Ivrea come addetto alla biblioteca. Si sposta prima a Torino, dove stringe amicizia con Beppe Fenoglio e con Giovanni Arpino, dopo si stabilisce a Milano, instaurando un forte legame con Franco Fortini. Sposato, padre di due figli, oggi Giudici vive tra Lerici e Milano. Delle molte raccolte di versi ricorderò : “La vita in versi”, “Il ristorante dei morti”, “Lume dei tuoi misteri”. Voglio proporre due poesie di carattere erotico tra le tante, non così note.
TANTO GIOVANE
“Tanto giovane e tanto puttana”:
ciài la nomina e forse non è / colpa tua- è la maglia di lana
nera e stretta che sparla di te.
E la bocca ride agra: /ma come ti morde il cuore
sa chi t’ha vista magra / farti le trecce per fare l’amore.
SENSI
Come per quotidiana intimità/ che più non ci sorprende del noi stesso
in piena luce in ombra e oscurità/abito non diverso nel tuo sesso:
lo guardo attento insieme a te patisce/il gentile morirsi d’ora in ora,
la lingua ti nomina e lambisce,/la mano ti medita e ti esplora
il respiro ti parla,il tuo tremore/del futuro svuotato m’impaurisce
l’orecchio accosto al cuore/ un tempo di brevi momenti scandisce:
dove in te scopro una terra evidente/che nei previsti confini concludo
mia familiare madre e parente/coscienza e corpo nudo.
Giovanni Giudici-I Meridiani- Mondadori editore