Maggio 17, 2008 by abarthur
E’ di scena Woody Allen con ” Vicky Cristina Barcelona”. I critici arricciano il naso, affermando che se non è terra a terra, non tocca neppure le vette. Pare viaggi a livello di letto, perché è all’insegna della commedia erotica. Staremo a vedere. Comunque Woody è pur sempre un geniaccio, Penelope Cruz e Scarlett Johansson due straordinari bocconcini e Javier Bardem, eccellente attore, è un tocco di macho da far girare la testa.
p.s Ci sarà da divertirsi, in caso contrario sarà comunque un “gran bel vedere”.
Tag: Javier Bardem, Penelope Cruz, Scarlett Johansson, Woody Allen
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Maggio 17, 2008 by abarthur
Se a governare il mondo non ci fossero presidenti- autocrati, leader conniventi con multinazionali potentissime, vergognosi politici, cinici o fanatici, ma artisti, poeti, registi, umanisti retti dall’etica e dal kaloskagathos, saremmo salvi. A parte gli scherzi, ovvero utopiche cazzate da sognatori, il film israeliano “Waltz with Bashir” sembra dar ragione a questo auspicio. Accolto con una standing ovation, il film di animazione di Ari Folman è la storia del massacro dei profughi palestinesi di Shabra e Chatila, nel sud del Libano. Testimone un soldato israeliano che racconta quell’evento in tutta la sua ferocia e orrore, come a significare l’efferatezza e la barbarie della guerra. Balzato in testa al borsino dei probabili “Palmares”, spero venga distribuito in fretta, tanta è la voglia di fiondarsi al cinema.
p.s Ancora una volta è un artista israeliano, a rendere onore al suo paese, narrando la cruda realtà, la responsabilità di quanti, pur non partecipando direttamente al massacro, non lo impedirono e girarono la testa dall’altra parte. Ricordando le allora, proteste dell’indimenticabile Yitzhak Rabin, mi chiedo se, questo cartoon, può essere una lezione per i contestatori di Torino e per gli imbecilli d’ogni risma accecati dal pregiudizio.
Tag: Ari Folman, Yitzhak Rabin
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Maggio 17, 2008 by abarthur
Qualche giorno fa, aspettando in uno studio medico il mio turno di visita, ho rincontrato un vecchio amico, che non vedevo da molto tempo. Allora, lui ex-socialista lombardiano, io apartitica, libertaria-legalista o se preferite conservatrice-rivoluzionaria (ridicolo ossimoro), avevamo molto da discutere e da criticare, ma tutto sommato, stavamo bene. Il nuovo secolo iniziava con promesse di prosperità e di”relativa” pace, le torri gemelle stavano saldamente radicate a New York, poi di disastro in disastro dalle guerre ai dissesti ecologici, all’economia globalmente “precaria”, ci siamo trovati, chi più, chi meno col sedere per terra. Espressione cruda, ma efficace. Dopo i consueti convenevoli sulla salute, mi ha detto con fare sconsolato: ” Sono nato alla liberazione dal fascismo, non vorrei crepare con i fascisti che tornano alla carica.” Mentre lo salutavo, cercavo di confortarlo, dicendo che, “quella vecchia forma di fascismo è morta e sepolta e se mai, una sorta di surrogato è possibile, ma la democrazia è ben salda.” Frase detta tutta in un fiato, per liberarmi dalla mia ansia e anche dal suo pessimismo. La sera però, ascoltando il jingle di una pubblicità di un aperitivo, ho spalancato le orecchie. Era una canzonetta anni 40′, stile littorio, Voce del Padrone-E.i.a.r.
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Maggio 16, 2008 by abarthur
Oggi in concorso, il primo film francese del regista Arnaud Desplechin, è” Un conte de Noel,” con Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni, Emmanuelle Devos. Grande cast per una storia di famiglia dai risvolti drammatici. Ne parleremo ampiamente all’uscita. Lo ricordo anche perché la Deneuve è la Musa tutelare di questo blog, nato sotto gli auspici di Truffaut. Lui dai Campi Elisi osserva con occhio esperto il festival,e spero con indulgenza i nostri post.
p.s Chi è stato, anche solo una volta come spettatore, a Cannes farà fatica a dimenticare la magia della Croisette. Smoking e lustrini, bellissime star e fascinosi divi, ma anche il rutilante caravanserraglio di fotografi, addetti ai catering, gigolò,ninfette, curiosi e fan’s a caccia di autografi. L’ effimero, seducente Olimpo della Costa azzurra incanta e accomuna, ciascuno nel suo ruolo, il comune mortale e il nume del grande schermo. Anche questo è il grande charme del Cinema.
Tag: Arnaud Desplechin, Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni
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Maggio 16, 2008 by abarthur
Una pubblicità accattivante, comparsa su Repubblica, dice:” Tutto quello che hai scritto diventa un vero libro.Il tuo”. Nel fornire il sito internet per saperne di più, aggiunge: “Se l’hai scritto, va stampato.” Sembrerebbe un invito a pubblicare una sterminata valanga di” varia et eventuale” produzione creativa, per cui si deduce che gli italiani sono impenitenti grafomani. In effetti scrivono tutti: calciatori, vallette, comici, cuochi, tronisti, marioli e lacchè, casalinghe disperate e furbacchioni analfabeti, e scrivono di tutto: dai manuali di sopravvivenza, alle memorie alla Casanova, dalle fiabe, al romanzo noir, per non parlare di raccolte di ricette o di poesie, che a volte sono la stessa cosa. C’è un sogno nel cassetto in ogni casa, un inespresso desiderio di esternare autobiografie o baedeker di locande alpine. La realtà ci dice, dati Istat alla mano, che l’Italia ha un 38% di cittadini che non hanno mai letto né un libro,né un giornale, che il 60% fa fatica a comprendere un breve articolo o un foglietto di istruzioni, che siamo agli ultimi posti in Europa per consumi culturali e scolarizzazione. Qualcosa non torna un questa folle bulimia da scrittura, se consideriamo che il numero dei “letterati in fieri” è superiore ai lettori. Spesso mi tuffo in libreria, nella mia città la più accogliente e sontuosa, comoda nei miei percorsi metropolitani è Feltrinelli. Lì mi perdo, in un accelerato labirinto di titoli, di novità, di bestsellers, di ristampe e tutta la piacevolezza della ricerca spesso è fuorviata da un accumulo di testi che vivranno ” l’espace d’un matin”. Queste riflessioni però, non devono affatto scoraggiare. Anche Svevo e Moravia hanno pubblicato a loro spese, perché immagino che ” stamparsi un libro” abbia un costo. Meglio una banale ma calorosa autobiografia di una lunga analisi con uno strizza-cervelli post-freudiano, cento volte meglio un giallo horror imitazione Stephen King di una depressione con conseguente prozac oppure peggio. Scrivere è più salutare,consolante e soprattutto è più liberatorio.
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Maggio 15, 2008 by abarthur
Ciao a tutti, rieccoci. L’assenza è stata breve. Dopo una forzata sosta, abbiamo ripreso la navigazione, vento in poppa, verso Cannnes. Infatti si è inaugurata ieri, la 61′ edizione del festival internazionale del Cinema. Uno dei più prestigiosi, se non il più prestigioso,senza voler far torto al” sentimento patrio”. Croisette in gran lustro, con registi, attori, autori di ottimo livello, carrellata di dive e di starlette, un menù ghiotto che promette meraviglie. Per stuzzicarvi l’appetito, prima della grand bouffe, qualche titolo: ADORATION, di Atom Egoyan, CHE si Steven Soderbergh, THE PALERMO SHOOTING di Win Wenders, LE SILENCE DE LORNA dei fratelli Dardenne, LA FRONTIERE DE L’AUBE di Philippe Garrel, CHANGELING di Clint Eastwood, oltre agli italiani GOMORRA di Garrone e IL DIVO di Sorrentino. Questo per i film in concorso. Per quelli fuori concorso e per le altre rassegne qualche accenno ai registi più interessanti: Abel Ferrara, Daniel Leconte, Emir Kusturica,Woody Allen, e il nostro Marco Tullio Giordana. Come potete immaginare dal rapido accenno, il piatto è ricco, sostanzioso, sofisticato, in grado di soddisfare le più diverse esigenze. Si è iniziato con Blindness del regista brasiliano Fernando Meirelles. Il film è tratto dal romanzo Cecità del premio nobel Saramago e incuriosisce la resa visiva da un soggetto così metaforico e filosofico, che preconizza efferate violenze e un disastroso futuro per l’umanità. Giuria competente ed equilibrata sotto la presidenza dello spigoloso e straordinario Sean Penn. L’attore-regista non ha smentito il suo impegno in politica con una feroce critica a Bush affermando che, ..” forse per stupidità ..mancando di testa e di cuore, provoca la morte di migliaia di persone.” Sia benedetto il senso di libertà dell’americano Penn che, lungi dal soffrire della sindrome di “lesa maestà” dice quello che pensa. E grande America che, se in taluni momenti storici sviluppa, come un epidemia, politiche fascistoidi-liberticide, ha anche i più potenti anticorpi per combatterle.
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Maggio 12, 2008 by abarthur
Per qualche giorno, saremo assenti. In attesa di riprendere il blog ” più bello e più grande che pria”. Un ciao a tutti. A presto!!
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Maggio 11, 2008 by abarthur
Ho da poco terminato la lettura di “Paura liquida”, un saggio di straordinaria attualità di Zygmunt Bauman. Questo influente sociologo di origine polacca, ma cittadino britannico, professore emerito a Varsavia e a Leeds è uno fra i più interessanti e prestigiosi pensatori tout-court. Ben oltre alla specificità sociologica, Bauman fa un catalogo delle nostre paure individuali e collettive con” occhio filosofico.” In calce all’introduzione è citato un celebre brano del discorso di insediamento alla Casa Bianca di Franklin Delano Roosevelt nel marzo 1933. ..”è mia ferma convinzione che l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa.” Questa citazione è un ottimo viatico per la lettura, che consiglio caldamente. —”Paura liquida”. Laterza Editori.
Tag: Franklin Delano Roosevelt, Zygmunt Bauman
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Maggio 11, 2008 by abarthur
Per Wes Anderson, quarantenne regista texano, succede come con Lars Von Trier, o lo si apprezza incondizionatamente o lo si detesta cordialmente. Questo accade più da parte del pubblico che da parte dalla critica, anche se, i giudizi sono spesso controversi, se non antitetici. Succede anche per questo ” on the road” indiano, Il treno per Darjeeling che alcuni hanno recensito con entusiasmo, altri con sufficienza. Dirò subito che Anderson non è fra i miei autori favoriti e che questo viaggio indiano coloratissimo, originale e strampalato mi lascia piuttosto freddina. E’ la storia di tre fratelli, che dopo la morte del padre si riuniscono, allo scopo di riannodare legami famigliari più che sfilacciati, e per ritrovare oltre la madre, un comune senso di spiritualità. Il viaggio in treno per un India bollywoodiana genera uno straniante umorismo, non troppo divertente, non troppo malinconico. Se Anderson aveva l’intento di sbertucciare gli occidentali affamati di esotismo e di guru, o il cinema patinato di Ivory, non so, ma il suo film pur nella brillantezza di colori e di interpreti, risulta noiosetto. Le polveri dei nonsense non accendono frenesie corrosive. I tre bizzarri fratelli sono Adrien Brody, Owen Wilson, Jason Schwartzman. La stravagante madre è Anjelica Huston, in un breve cammeo, compare pure Bill Murray. A chi piace il genere eccentrico metà genialoide, metà demenziale, ok il film è suo!
Tag: Adrien Brody, Anjelica Huston, Bill Murray, Wes Anderson
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Maggio 10, 2008 by abarthur
Perché in questo Stra-Paese, che non riesce a farsi Stato, dove Guelfi e Ghibellini non hanno mai smesso di “tenzonarsi”, la parola” laico” fa rima con” ateo o miscredente,” e la parola “credente “fa rima con “bigotto o con fanatico” ? Se dici, poi la parola “incontro”, alla lunga termina sempre con la parola “scontro”.
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