Negli ultimi tempi, al cinema va di moda Dostoevskij. Dopo il semi-flop di ” Sogni e delitti”, titolo originale “Cassandra’s dream” di Woody Allen, ci riprova col tema del delitto e castigo, Martin Mc Donegh con ” In Bruges- La coscienza dell’assassino”. Se per Allen, ho usato un criterio di indulgenza, necessario davanti ad un regista di genio che, talora non azzecca qualche opera, con questo film furbastro e scontato abbasso il pollice, senza tante remore. Non se ne può più di killer maldestri che si pentono e piagnucolano, di improbabili mafiosi che rispettano “un codice d’onore” come cavalieri di Re Artù, di virili amicizie con la retorica del sacrificio. Che palle!! Quello che salva e rende sopportabili, quasi due ore di proiezione, sono le splendide locations e uno strepitoso cast attoriale. La gotica, magica Bruges è incantevole e distrae in parte lo spettatore da una trama drammatica poco convincente. Gli attori: Colin Farrell, Brendan Gleeson, Ralph Fiannes sono superlativi, indorando la pillola di un thriller con pretese esistenzial-filosofiche. Il regista è autore di teatro, prestato al cinema. Forse è meglio che si dedichi al palcoscenico. Salvo ricredermi alla prossima prova.
Giugno 25, 2008 alle 9:36 pm |
Anche noi abbiamo trattato “In Bruges”, se ti va un confronto di idee ci trovi su: http://controreazioni.wordpress.com/