Storiella boccaccesca e pure blasfema. Due giovani innamorati, particolarmente focosi e intemperanti, entrati in una cattedrale, si sono appartati dentro ad un confessionale per fare sesso. Il fattaccio è avvenuto, con ovvio scandalo a Cesena, terra romagnola, nota per caratteri sensuali e irruenti. Ciò naturalmente non sminuisce l’irriguardosa e “fuori luogo” fregola, ma i peccatori, reduci da una ” notte bianca da sballo” si sono giustificati affermando che: ” Un posto vale l’altro, potevamo farlo dovunque e poi siamo atei.” E’ capitato a tutti e anche a chi scrive di essere presi, da un ‘irrefrenabile desiderio di fare l’amore, però santi numi, dentro una chiesa sa di trasgressione grossolana e di stupida provocazione. Inoltre l’affermazione di ateismo è pretestuosa e presta il fianco a tutti coloro (e sono tanti) che associano il libero pensiero alla licenza, alla licenziosità e allo spregio del culto e della religione. Oggi i bacchettoni si sfregano le mani, additando i rei al pubblico ludibrio, mentre probabilmente sono solo dei ” babbei sconsiderati”. Ok che il Buon Dio ha affermato: ” Crescete e moltiplicatevi”, ma meglio in luogo privato e in un comodo letto. No?
Giugno 8, 2008 alle 12:58 pm |
Ci sono una quantità di romanzi , racconti , films dove il confessionale è un’eccitante alcova. D’altro lato, il cattolicesimo basa la propria dottrina sulla morale , più che sulla teologia o sulla profezia –
” quante volte, figliola, figliolo ? e dove ? e come? e la mano? e la lingua?e lui? e lei? “?
e chissà quante lezioni di controtransfert hanno dovuto subire i poveri confessori, per non trovarsi dentro a quella lignea scatola con l’usignolo che canta ( tanto per rimanere con Boccaccio!) e per non dover a propria volta essere travolti dal vento infernale, che trascina con sè nel II cerchio dell’ Inferno Paolo e Francesca .