Dice la mamma: perché mai studiare? —sii furba, impara a sculettare, — la meta è un grosso tordo,—— tu conta i suoi milioni, —– lo sai che non è sordo.——– Se bene, sai cantare,—-non ti potrà evitare—–. C’è molta concorrenza , ——ma più veloce fai la riverenza,——— più cucchi sua Eccellenza. –Valletta o velina,— rispettosa gattina,—– gnocca e berlocca,——-di rosa signorsì dipingi la bocca, —–se di carica muovi il passo—te ne fotti del collega gradasso —Di fianchi con gran sbattimento… finisci che zompi in Parlamento—Pippina,ciccina,carina non sbalordire—coi tacchi, più in alto—puoi sempre salire.