Tutta la vita davanti

By abarthur

Premesso che Paolo Virzì non è il mio regista favorito, questa sorta di sociocommedia, amara e divertente, che ricalca il classico cinema “di genere “dei Monicelli e dei Risi, è un film interessante, fra i più riusciti dell’autore. Qualche anno fa, in un momento di difficoltà economica , mi sono lasciata trascinare da una cara amica, un in centro programmazione e vendite di un banale depuratore d’acqua. Fin dal primo incontro, ho avuto l’impressione di trovarmi in un baraccone a metà fra imbonitori da circo e guru lava-cervelli. La capostruttura motivatissima, incitava le ragazze con tecniche tra l’auto-persuasione made USA e il mantra religioso, a convincersi delle straordinarie virtù dell’oggetto, nonché delle loro iper-super-qualità di venditrici ,tutte donne bisognose di guadagnarsi la pagnotta. La mia esperienza è durata due settimane, poi dopo un liberatorio ” A tutti il mio più sentito vaffa….”, sono tornata a fare la ghost-writer, precaria si, ma senza jingle e sculettamenti. Ho apprezzato ancor più il film, perchè se la mia è stata un’esperienza rapida e archeologica , quella raccontata da Virzì è la versione aggiornata e feroce di come un call-center tritura, macina e sputa la vita di tanti giovani lavoratori. Il precariato erto a sistema, metà ring, metà illusorio reality, devastante sul piano esistenziale-culturale, ma in ultima analisi anche produttivo, mostra nel film contraddizioni e drammi sul filo della catastrofe generazionale. Lo fa con ironia, con uno sberleffo che forse avremmo voluto ancora più graffiante, ma centrando l’obiettivo che è divertire e far pensare. Perfetto il cast, con interpreti al meglio di se, Elio Germano nella parte dello “sfigato” che si ribella, Sabrina Ferilli grintosa “carognetta” e insieme patetica vittima, Massimo Ghini con un ruolo degno di Sordi e Gassman. Per non parlare del “sindacalista” Mastandrea, fino alla bravissima protagonista Isabella Ragonese. La voce fuori campo è di Laura Morante. Ovviamente un film non cambia la realtà, ma vederlo in tanti e consigliarlo a tutti è un piccolo gesto di riflessione in agro-dolce , meglio ancora  sarebbe,  di consapevolezza.

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