Sarà per nostalgia, o per scordare la mediocrità, o per non sentire lo strepito di giubilanti babbei, ma oggi volgo un amoroso, struggente pensiero a Pier Paolo Pasolini. Lo ricordo con una poesia dardeggiante di eros e di malinconia. Una poesia, a me molto cara, che mi suggerisce di iniziare un discorso a” …rate” su erotismo, cinema e letteratura. Da ” LE CENERI DI GRAMSCI”:
Shelley…Come capisco il vortice
dei sentimenti, il capriccio (greco
nel cuore del patrizio, nordico
villeggiante) che lo inghiottì nel cieco
celeste del Tirreno; la carnale
gioia dell’avventura,estetica
e puerile:mentre prostrata l’Italia
come dentro il ventre di un’enorme
cicala, spalanca bianchi litorali,
sparsi nel Lazio di velate torme
di pini, barocchi,di giallognole
radure di ruchetta, dove dorme
col membro gonfio tra gli stracci un sogno
goethiano, il giovincello ciociaro…
Nella Maremma, scuri, di stupende fogne
d’erbasaetta in cui si stampa chiaro
il nocciòlo, pei viottoli che il buttero
della sua gioventù ricolma ignaro.
Tag: Pier Paolo Pasolini, poeta, regista, scrittore
Aprile 23, 2008 alle 5:03 pm |
Eccoti invece un amoroso e barocco Marino:
O baci avventurosi,
ristoro de ‘ miei mali
che di nettare al cor cibo porgete ,
spiriti rugiadosi
sensi d’Amor vitali ,
che ‘n breve tempo il vivere mio chiudete:
in voi le più secrete
dolcezze …
interrotti lamenti
lascivetti desiri
languidetti sospiri ,
tra rubino e rubino Amor confonde
e più d’un’alma in una bocca asconde .