Chi ha apprezzato la lettura di ” Seta “di Alessandro Baricco, eviti accuratamente di vedere la trasposizione del romanzo in film. Se si escludono paesaggi da cartolina ,formato extra-large, il racconto del giovane importatore di bachi da seta , si dipana in un lungo, interminabile iter di banalità, di finte atmosfere erotiche, di improbabili e manierati sentimenti. Si sbadiglia, si dormicchia, si affonda in un’infinita noia. Michael Pitt, già scritturato dissennatamente da Bernardo Bertolucci per “The dreamers”, ha l’aria del vacuo bisteccone, indigesto e soporifero, mentre l’esile Keira Knightley, presunta eroina romantica, si dissolve in un’esangue evanescenza. Più che sospiri sullo schermo, si odono sommessi russii di sottofondo nel buio della sala. Al regista franco-canadese Francois Girard, nel ruolo del” bell’addormentato nel bosco”, l’augurio di riscattarsi al prossimo film.